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Olio extravergine di oliva, gioiello della Tuscia Viterbese

La bellezza dei colli etruschi coltivati a oliveto, raccolta nelle bottiglie degli oli DOP di Viterbo

Sapori locali
Sapori locali

Dov'è

Lazio

01100 Viterbo VT, Italia (0m s.l.m.)

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Le dolci colline della Tuscia

La splendida campagna della Tuscia Viterbese, fatta di dolci colline e terreno di lontana origine vulcanica, regala molte meraviglie. In questo splendido paesaggio si trovano borghi antichi, reperti archeologici, fonti termali e coltivazioni tradizionali, profumate e abbondanti. Tra queste spicca la coltivazione dell’olivo, in diverse varietà. Tanta è la ricchezza del suolo e la dolcezza del clima, che la Tuscia può vantare ben due varietà di olio extravergine che hanno ottenuto il riconoscimento DOP: l’olio extravergine di oliva di Canino DOP e l’olio extravergine di oliva Tuscia DOP, protagonisti della cucina locale, ma inconfondibili anche da soli, su una fetta di pane caldo. Andiamo a conoscerli un po’ più da vicino.

Olio extravergine di oliva di Canino DOP

Questo olio deriva dalle olive della varietà «Canino». Il regolamento DOP è molto preciso riguardo alla raccolta e alla spremitura, per assicurare le migliori proprietà organolettiche del prodotto finito. Le olive vanno raccolte tassativamente tra il 20 ottobre e il 15 gennaio, e devono essere spremute entro 36 ore dalla raccolta. Qui il disciplinare si ferma, e subentra il consiglio degli esperti: per gustarlo al massimo del suo sapore, è bene consumarlo entro 4-6 mesi dalla spremitura. Quello che sentirete è un sapore fruttato, con un bel retrogusto amaro e piccante, perfetto sulle molte minestre e zuppe della tradizione culinaria viterbese.

Olio extravergine di oliva della Tuscia DOP

Questo olio di color smeraldo ha un sapore più delicato dell’olio di Canino, ma presenta a sua volta un equilibrato retrogusto amaro e piccante. Anche in questo caso la raccolta delle olive è regolata dal disciplinare della DOP e va dalla prima maturazione fino al 20 dicembre per la varietà precoce, o il 15 gennaio per la tardiva. Il trasporto al frantoio e la spremitura devono avvenire in tempi rapidi, e resta valido il consiglio di consumarlo entro i 4-6 mesi dalla spremitura. Anche per l’olio Tuscia DOP gli usi nella cucina tradizionale sono davvero molti.

Il nostro consiglio? Venite a provarli. Cercateli nei ristoranti, gustateli sul pane e sui piatti tradizionali, e se volete fare un’esperienza in più, potete provare a farvi guidare in una degustazione di olio. Sarà l’occasione perfetta per imparare a conoscere più da vicino questi due grandi protagonisti della cucina della Tuscia.

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