

Il fiume Ancinale
Torrente, fiume, fiumara... dalle Serre allo Ionio, gli scenari più caratteristici del versante interno della Calabria
Dov'è

Un fiume menzionato da Greci e Latini
L'Ancinale è un corso d'acqua che segna il versante ionico delle Serre Calabresi. Nasce dal Monte Pecoraro, che con i suoi 1423 metri d'altezza, è la massima elevazione della dorsale. Il fatto che lo si trovi citato come Ekinar da scrittori ellenici e come Caicinos dal romano Plinio lascia intendere la sua rilevanza nella geografia della Magna Grecia.
L'alta valle, romitaggio prediletto da San Bruno
Si racconta poi che San Bruno, colui che nel 1084 aveva fondato l'ordine Certosino, quando si trovò a stabilire l'eremo dei suoi ultimi anni, scelse questa valle tra le Serre proprio per la sua ricchezza d'acque. Queste, le sue parole: «Della sua amenità, del suo clima mite e sano, della pianura vasta e piacevole che si estende per lungo tratto tra i monti, con le sue verdeggianti praterie e i suoi floridi pascoli, che cosa potrei dirti in maniera adeguata? Chi descriverà in modo consono l'aspetto delle colline che dolcemente si vanno innalzando da tutte le parti, il recesso delle ombrose valli, con la piacevole ricchezza di fiumi, di ruscelli e di sorgenti?»
Dalla sorgente al mare, tutti i paesaggi delle Serre
Nei suoi 34 chilometri di lunghezza L'Ancinale cambia notevolemente fisionomia: in alto, acque torrentizie, cristalline e ben distribuite tutto l’anno; placide anse in un letto sinuoso nell'attraversamento dell’altopiano di Chiaravalle Centrale; a cascate nel superare il gradino che lo separa dalle pianure litoranee; ampio e ghiaioso, con le caratteristiche delle fiumare calabre nel tratto finale.
Nei recessi più impervi, una vera rarità botanica
Notevole, specie nel tratto più alto, la flora che l'accompagna, con un elemento di eccezionalità nella presenza di una rara felce, Osmunda regalis, testimone dell'epoca remota in cui le Pteridofite dominavano la flora terrestre.